La Storia e l’evoluzione di Borgo Savignola
Dal 1780 nel Chianti Classico
Sulle colline di Greve in Chianti, Savignola è un borgo e una tenuta viticola con oltre duemila anni di storia agricola. Nel tempo ha saputo evolversi, unendo tradizione, rispetto del territorio e una visione sostenibile rivolta al futuro.
DOVE TUTTO INIZIA
Le origini antiche
Tra il VII e il IV secolo a.C., gli Etruschi svilupparono su queste colline insediamenti rurali, favoriti dalla posizione strategica tra Firenze e Siena. In epoca romana, il territorio venne organizzato in fondi destinati all’agricoltura. A questo periodo viene ricondotto anche il nome Savignola, probabilmente derivato dal latino Savinius o Sabinius: il fundus Savinianus, proprietà della famiglia Savinius.
SECOLI DI TRASFORMAZIONE
Il Medioevo
Nel Medioevo, il Chianti fu un territorio strategico a lungo conteso tra Firenze e Siena. Tra le famiglie più influenti vi furono i Gherardini, proprietari della tenuta di Vignamaggio e di vaste terre coltivate, tra cui Savignola. Alla famiglia è legata Lisa Gherardini, tradizionalmente identificata con la Monna Lisa di Leonardo da Vinci: una figura che testimonia il profondo legame tra queste colline e la storia culturale della Toscana.
UNA FAMIGLIA, UNA VISIONE
1780: la famiglia Fabbri
La storia documentata di Savignola inizia nel 1780, quando la tenuta viene acquisita dalla famiglia Fabbri. La proprietà viene gestita direttamente, sviluppandone nel tempo le attività agricole. Nel corso dell’Ottocento, la famiglia consolida la vocazione vitivinicola della tenuta, contribuendo alla crescita del territorio del Chianti e partecipando attivamente alla vita della comunità locale.
UNA PIONIERA DEL CHIANTI
Paolina Fabbri Curcio
Nel Novecento, Paolina Fabbri Curcio diventa la figura centrale della storia moderna di Savignola. In un settore allora dominato dagli uomini, guida l’azienda con determinazione e competenza, conquistando autorevolezza e rispetto nel mondo del Chianti. Con spirito innovativo modernizza i vini della tenuta e fu la terza produttrice del Chianti Classico a imbottigliare il proprio vino nella bottiglia bordolese, superando il tradizionale fiasco, allora associato a un vino più semplice e quotidiano. Contribuisce inoltre alla nascita del Consorzio del Chianti Classico, lasciando un’impronta decisiva nello sviluppo della denominazione. Al suo fianco lavora per molti anni il fidato collaboratore Mario Garuglieri.
RADICI E FUTURO